Diagnosi parodontale: calcolo e richiami

Dr. Ernesto Bruschi · · Aggiornato il · 6 min di lettura
Calcolatore diagnosi parodontale - PRA e classificazione 2017

In breve — Il Periodontal Risk Assessment di Lang & Tonetti calibra il rischio su sei variabili: sanguinamento, tasche residue, denti persi, rapporto perdita ossea/età, condizioni sistemiche, fumo. La classificazione 2017 aggiunge stadio e grado. Il calcolatore fornisce intervalli di richiamo personalizzati da 2 a 12 mesi.

Summary (EN) — The Periodontal Risk Assessment by Lang & Tonetti calibrates risk across six variables: bleeding, residual pockets, missing teeth, bone loss/age ratio, systemic conditions, smoking. The 2017 classification adds stage and grade. The calculator provides personalized recall intervals from 2 to 12 months.

Uno strumento per colleghi. Inserisci i parametri clinici, ottieni diagnosi, profilo di rischio e intervallo di richiamo.

Il calcolatore integra due sistemi: il Periodontal Risk Assessment di Lang & Tonetti (2003) e la classificazione parodontale EFP/AAP 2017 (stadio I-IV, grado A-C). Il radar chart restituisce a colpo d’occhio il profilo di rischio del paziente.

Periodontal Risk Assessment: i sei parametri di Lang & Tonetti

Il PRA nasce da un’intuizione semplice: un singolo parametro clinico non basta a predire il comportamento futuro della parodontite. Serve un sistema multifattoriale. Lang & Tonetti (J Clin Periodontol 2003) hanno identificato sei variabili che, combinate in un diagramma funzionale a ragnatela, stratificano il rischio in modo più accurato di qualsiasi parametro isolato.

Le sei variabili del PRA

  • BOP (Bleeding on Probing) — Il sanguinamento al sondaggio è il marcatore infiammatorio più diretto. Un BOP ≤10% è compatibile con stabilità parodontale. Sopra il 25%, il rischio di progressione aumenta significativamente (Lang et al., J Clin Periodontol 1990).
  • Tasche residue ≥5 mm — Ogni tasca residua profonda è un serbatoio batterico che sfugge all’igiene domiciliare. Il numero di siti con PD ≥5 mm dopo la terapia attiva è il predittore più forte di recidiva (Matuliene et al., J Clin Periodontol 2008).
  • Denti persi — Il numero di denti già persi per causa parodontale riflette la gravità storica della malattia e il grado di distruzione cumulativa.
  • Perdita ossea rapportata all’età — Il rapporto tra perdita ossea percentuale ed età del paziente elimina il bias dell’invecchiamento. Un rapporto >1,0 indica una distruzione sproporzionata: la malattia ha corso più veloce del tempo.
  • Condizioni sistemiche — Diabete mellito, malattie immunitarie, terapie immunosoppressive. Fattori che modificano la risposta dell’ospite e amplificano la distruzione parodontale.
  • Fumo — Il fattore di rischio modificabile più pesante. Il numero di sigarette/die entra nel calcolo come variabile continua: un fumatore pesante (≥20 sigarette/die) ha un profilo di rischio radicalmente diverso da un ex fumatore.

Interpretazione del diagramma a ragnatela

Il radar chart posiziona ogni parametro su un asse. I vettori convergono in un’area che, per forma e dimensione, comunica immediatamente il profilo del paziente. Un’area piccola e regolare indica stabilità. Un’area espansa con picchi asimmetrici segnala dove intervenire. Non è decorativo: è uno strumento di decisione clinica.

Classificazione parodontale 2017: stadio e grado nella pratica

La classificazione del World Workshop 2017 (Tonetti et al., J Clin Periodontol 2018; Papapanou et al., J Periodontol 2018) ha introdotto un sistema bidimensionale che separa ciò che la malattia ha già fatto (stadio) da ciò che farà (grado).

Stadio: il danno accumulato

Lo stadio si determina primariamente sulla perdita di attacco clinico (CAL) interdentale nel sito più compromesso:

  • Stadio I — CAL 1-2 mm. Perdita ossea nel terzo coronale. Profondità di sondaggio massima ≤4 mm. Nessun dente perso per causa parodontale.
  • Stadio II — CAL 3-4 mm. Perdita ossea nel terzo coronale. PD massima ≤5 mm. Nessun dente perso.
  • Stadio III — CAL ≥5 mm. Perdita ossea estesa al terzo medio o apicale. PD ≥6 mm. Difetti ossei verticali ≥3 mm, forcazioni di classe II-III, fino a 4 denti persi.
  • Stadio IV — Come lo stadio III, con ≥5 denti persi e fattori di complessità che compromettono la funzione: collasso posteriore del morso, migrazione dentale patologica, flaring, meno di 20 denti residui (10 coppie occludenti).

La distribuzione può essere localizzata (meno del 30% dei denti coinvolti), generalizzata (30% o più) o a pattern molare/incisivo.

Grado: la velocità della malattia

Il grado è l’elemento prognostico. Il criterio primario è il rapporto tra perdita ossea radiografica percentuale ed età del paziente:

  • Grado A — Rapporto inferiore a 0,25. Progressione lenta. Nessuna evidenza di distruzione nei 5 anni precedenti. Depositi abbondanti di placca e tartaro con distruzione minima.
  • Grado B — Rapporto 0,25-1,0. Progressione moderata. La distruzione è proporzionata ai depositi di biofilm.
  • Grado C — Rapporto >1,0. Progressione rapida. La distruzione eccede quanto atteso dalla quantità di biofilm: è la biologia dell’ospite che amplifica il danno.

I modificatori del grado spostano la classificazione verso l’alto: il fumo (≥10 sigarette/die → grado C) e il diabete non controllato (HbA1c ≥7% → grado C) sono i due fattori codificati dal consensus.

Come il calcolatore integra PRA e classificazione 2017

Il tool incrocia i parametri inseriti per generare simultaneamente la classificazione (stadio + grado + distribuzione) e il punteggio PRA. Non sono sistemi alternativi: sono complementari. La classificazione 2017 fornisce il linguaggio diagnostico universale. Il PRA quantifica il rischio su scale continue, permettendo un monitoraggio longitudinale: a ogni richiamo puoi ricalcolare il PRA e verificare se il trattamento sta modificando il profilo di rischio.

Intervalli di richiamo: dalle evidenze alla pratica

La frequenza della terapia parodontale di supporto (SPT) non può essere un numero fisso. La revisione sistematica di Trombelli et al. (J Clin Periodontol 2015) ha confermato che gli intervalli personalizzati basati sul rischio individuale producono esiti migliori rispetto ai richiami a intervallo fisso.

Il calcolatore restituisce un intervallo compreso tra 2 e 12 mesi, calibrato sui seguenti elementi: livello di rischio PRA (basso/moderato/alto), stadio e grado della classificazione 2017, numero di tasche residue profonde, compliance del paziente alla terapia domiciliare.

Un paziente in stadio II grado A con PRA basso e BOP inferiore al 10% può essere richiamato ogni 9-12 mesi in sicurezza. Un paziente in stadio III grado C con tasche residue multiple e BOP superiore al 30% necessita di richiami trimestrali o bimestrali — e probabilmente di una rivalutazione chirurgica.

Limiti e avvertenze

Il calcolatore è uno strumento di supporto alla decisione clinica. Non sostituisce il ragionamento del clinico, che deve integrare variabili non codificabili: la compliance reale del paziente, la qualità dell’igiene domiciliare osservata alla poltrona, la risposta tissutale individuale, le condizioni protesiche e le priorità del paziente stesso.

Ispirazione

Lo strumento nasce dall’esperienza con Perio-Tools.org, adattato alle esigenze della nostra pratica e integrato con la classificazione 2017 e il calcolo automatico degli intervalli di richiamo.


Dott. Ernesto Bruschi

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