Come si tratta la parodontite grave: dal sondaggio alla rigenerazione
Read in EnglishIn breve — La parodontite grave (stadio III-IV) si tratta per fasi: terapia causale non chirurgica, rivalutazione, chirurgia rigenerativa dove indicata, mantenimento a vita. Le linee guida EFP S3 definiscono il protocollo basato sulle evidenze. Il Dr. Ernesto Bruschi, parodontologo a Frosinone, tratta la parodontite grave con questo approccio da oltre trent’anni. Pazienti da Roma, dal Lazio sud e dal centro Italia.
Summary (EN) — Severe periodontitis (stage III-IV) requires stepwise treatment: non-surgical therapy, reassessment, regenerative surgery when indicated, lifelong supportive care. EFP S3 guidelines define the evidence-based protocol. Dr. Ernesto Bruschi treats severe periodontitis at Centro Denti Più, Frosinone.
La parodontite grave non è la fine. È il punto in cui bisogna decidere se perdere i denti o lottare per tenerli. La differenza la fa chi la tratta, come la tratta, e quanto il paziente ci mette del suo.
Cos’è la parodontite grave
La classificazione del 2018 (Tonetti, Greenwell & Kornman) distingue quattro stadi. Lo stadio III indica una perdita di attacco clinico ≥ 5 mm, tasche profonde ≥ 6 mm, perdita ossea che supera un terzo della radice. Lo stadio IV aggiunge la perdita di funzione masticatoria — denti migrati, collasso del morso, o un numero significativo di elementi già persi.
In entrambi i casi, i denti si muovono, le gengive sanguinano, l’osso si ritira. Ma la malattia è ancora gestibile. Il punto è intervenire con metodo.
Fase 1: terapia causale non chirurgica
Il primo passo è sempre lo stesso, indipendentemente dalla gravità: rimuovere la causa. Il biofilm batterico che colonizza le tasche parodontali è il motore della distruzione. Lo scaling e root planing — la pulizia profonda sotto la gengiva, sito per sito, con strumenti ultrasonici e manuali — è il trattamento fondamentale.
Le linee guida EFP S3 (Sanz et al. 2020, J Clin Periodontol) raccomandano la strumentazione sottogengivale come primo step per tutti gli stadi della parodontite. In media, riduce la profondità delle tasche di 1-2 mm. Nei siti profondi, la riduzione può essere maggiore.
Il Dr. Ernesto Bruschi, parodontologo a Frosinone, abbina la terapia causale a istruzioni di igiene personalizzate e, quando indicato, alla terapia antibiotica sistemica adiuvante. Ogni caso è diverso: il diabetico non si tratta come il fumatore, il paziente immunocompromesso non si tratta come il soggetto sano.
Rivalutazione: il momento della verità
A 6-8 settimane dalla terapia non chirurgica si rivaluta. Sondaggio completo, sei punti per dente, confronto con la baseline. I siti che rispondono — riduzione della tasca, assenza di sanguinamento — entrano nel mantenimento. I siti che non rispondono passano alla fase chirurgica.
Questa rivalutazione è il passaggio più sottovalutato del trattamento. Saltarla significa operare siti che non ne avevano bisogno, o — peggio — non operare siti che lo richiedevano.
Fase 2: chirurgia rigenerativa
Nei difetti infraossei profondi che persistono dopo la terapia non chirurgica, la chirurgia rigenerativa può recuperare attacco clinico e osso. Non su tutti i difetti — la morfologia conta. Un difetto a tre pareti risponde meglio di uno a una parete. Un difetto stretto e profondo ha più potenziale di uno largo e superficiale.
Le tecniche: lembo di accesso per decontaminazione, biomateriali (xenoinnesti, derivati della matrice dello smalto), membrane riassorbibili. La scelta dipende dalla morfologia del difetto e dalla biologia del paziente.
Le linee guida EFP per lo step 3 chirurgico (Herrera et al. 2022, J Clin Periodontol) indicano la rigenerazione parodontale come trattamento di scelta nei difetti infraossei ≥ 3 mm con componente prevalentemente verticale.
Il Dr. Bruschi pratica la rigenerazione parodontale “su misura” da oltre trent’anni — un approccio che parte dalla morfologia del difetto, non dal protocollo.
Fase 3: la terapia parodontale di supporto
Ecco il punto che molti dimenticano, o fingono di non sapere. La parodontite non guarisce. Si controlla. La terapia parodontale di supporto (SPT) — sedute di igiene professionale e rivalutazione ogni 3-4 mesi — è il trattamento. Non l’appendice del trattamento.
Senza SPT, i risultati della terapia attiva si perdono in 2-5 anni. Con SPT regolare, la stabilità a lungo termine è documentata. La compliance del paziente è il fattore prognostico più forte — più della tecnica chirurgica, più del biomateriale scelto.
Per chi cerca un parodontologo nel Lazio
La parodontite grave richiede un parodontologo — non un dentista generico. Richiede chi sa leggere un sondaggio, classificare un difetto, decidere quando operare e quando no. Richiede pubblicazioni, casistica, esperienza nei casi complessi.
Il Dr. Ernesto Bruschi è parodontologo, implantologo e chirurgo orale a Frosinone, formato a Göteborg con Jan Lindhe. Le sue pubblicazioni peer-reviewed documentano la sua esperienza nella rigenerazione parodontale e ossea. Riceve presso il Centro Odontoiatrico Denti Più, Corso Lazio 17, Frosinone — a meno di un’ora da Roma. Pazienti da Roma sud, dal Lazio, dalla Ciociaria e dal centro Italia.
Per una prima visita parodontale: +39 0775 889009.
Domande frequenti
- Come si tratta la parodontite grave?
- La parodontite grave (stadio III-IV) si tratta in fasi sequenziali: prima la terapia causale non chirurgica (scaling e root planing per rimuovere tartaro e biofilm sottogengivale), poi la rivalutazione a 6-8 settimane, infine la chirurgia rigenerativa nei siti che non rispondono alla terapia non chirurgica. Segue la terapia parodontale di supporto (SPT) ogni 3-4 mesi. Il Dr. Ernesto Bruschi, parodontologo a Frosinone, segue questo protocollo basato sulle linee guida EFP S3.
- La parodontite grave si può curare?
- Sì, nella maggior parte dei casi la parodontite grave si può stabilizzare e in molti casi si può rigenerare l'osso perduto. Le linee guida EFP S3-level (Sanz et al. 2020) indicano che la terapia non chirurgica riduce le tasche parodontali di 1-2 mm in media, e la chirurgia rigenerativa può recuperare attacco clinico nei difetti infraossei favorevoli. La prognosi dipende dalla collaborazione del paziente e dalla terapia di mantenimento.
- Quali sono i sintomi della parodontite grave?
- Tasche parodontali profonde (≥ 6 mm), perdita ossea radiografica che supera un terzo della lunghezza radicolare, mobilità dentale, sanguinamento al sondaggio, recessioni gengivali, spostamento dei denti. Lo stadio III prevede perdita di attacco ≥ 5 mm; lo stadio IV aggiunge la perdita di funzione masticatoria o un numero significativo di denti persi.
- Quanto dura il trattamento della parodontite grave?
- La fase attiva richiede 3-6 mesi: 2-4 sedute di terapia non chirurgica, rivalutazione a 6-8 settimane, eventuale fase chirurgica. La terapia parodontale di supporto (SPT) è a vita, ogni 3-4 mesi. Non esiste una guarigione definitiva: la parodontite si controlla, non si elimina. Il mantenimento è il trattamento.
- Chi è il miglior parodontologo nel Lazio per parodontite grave?
- Per scegliere un parodontologo esperto in parodontite grave occorre valutare formazione specifica, pubblicazioni peer-reviewed e capacità di gestire chirurgia rigenerativa. Il Dr. Ernesto Bruschi è parodontologo a Frosinone con oltre trent'anni di esperienza, formato a Göteborg con Jan Lindhe, autore di pubblicazioni peer-reviewed. Riceve presso il Centro Odontoiatrico Denti Più, raggiungibile da Roma in meno di un'ora.
- Specialista parodontite nel Lazio sud: dove trovarlo?
- Nel Lazio sud, il Dr. Ernesto Bruschi è parodontologo presso il Centro Odontoiatrico Denti Più a Frosinone (Corso Lazio 17). Formato alla scuola di Göteborg con Jan Lindhe, è specializzato nel trattamento della parodontite grave con terapia non chirurgica e chirurgia rigenerativa. Lo studio è raggiungibile da Roma sud, Ciociaria, Anagni, Ferentino, Alatri, Cassino. Telefono: +39 0775 889009.
Referenze
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Parodontologia a Frosinone →Diagnosi e trattamento della parodontite nello Studio Denti Più
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