Doc quanto dura un impianto? Il segreto è negli studi a 20 anni
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Italiano Argomento: Sopravvivenza a lungo termine degli impianti dentali secondo la letteratura scientifica Dati Chiave: 94% sopravvivenza a 10 anni, 78-92% a 20 anni secondo meta-analisi su migliaia di casi Applicazione Clinica: Ruolo del mantenimento professionale, gestione dei fattori di rischio, importanza del follow-up prolungato Tempo di Lettura: 5-6 minuti
English Topic: Long-term survival of dental implants according to scientific literature Key Data: 94% survival at 10 years, 78-92% at 20 years according to meta-analyses on thousands of cases Clinical Application: Role of professional maintenance, risk factor management, importance of extended follow-up Reading Time: 5-6 minutes
Una delle domande più frequenti dei pazienti riguarda la durata dei nostri trattamenti.
E i dubbi maggiori sulla durata ruotano intorno agli impianti. Questi, infatti, sono una terapia relativamente recente, almeno per quanto riguarda la diffusione su larga scala.
Quando mi arriva la domanda “Dottore, ma quanto dura?”, personalmente rispondo in modo scientifico, dando per assodato che la mia tecnica mirerà ad ottenere il massimo risultato possibile.
È una domanda legittima.
Il paziente sta per investire tempo, denaro e fiducia in una soluzione che dovrebbe restituirgli la masticazione, l’estetica, la normalità. Vuole sapere se tra dieci anni starà ancora bene.
E io gli rispondo con i numeri. Non solo con i miei - che sono importanti ma meno rilevanti - ma anche con quelli della letteratura scientifica internazionale.
E i numeri, quelli veri e non quelli di chi si autodefinisce “infallibile”, dicono che esiste la possibilità di perdere una piccola percentuale di impianti, subito o nel tempo.
Ci si pone rimedio, ma ogni tanto capita.
La verità dei numeri
Ma perché guardare sempre i numeri della letteratura scientifica?
Sono importanti per tre motivi:
- Si riferiscono a migliaia e migliaia di casi, e sono, quindi, per forza più sicuri.
- Sono perlopiù numeri di ambienti universitari e ospedalieri, con protocolli spesso più rigidi e certi.
- Quando ci sono dati di privati, solo quelli di studi specialistici (come il mio) o dati di più studi specialistici uniti (multicentrici) ed è per questo che sono considerati rilevanti.
Una meta-analisi pubblicata nel 2024 su Clinical Oral Investigations ha raccolto vent’anni di dati sulla sopravvivenza implantare. I risultati parlano chiaro: a dieci anni, una percentuale molto alta, mediamente il 94% degli impianti è ancora in funzione dopo 10 anni. A vent’anni, la percentuale scende tra il 78% e il 92%, a seconda delle caratteristiche dei pazienti studiati (Kupka et al., 2024).
Tradotto in termini concreti: se oggi il tuo dentista ti mette un impianto, hai ottime probabilità di masticarci sopra per i prossimi due decenni. E oltre.
Gli impianti in titanio con superficie ruvida, quelli che personalmente utilizzo ogni giorno, sono i più documentati dalla ricerca. Il motivo sta nel rapporto che si instaura tra sangue e titanio nei primi minuti dopo l’inserimento, e nel ruolo dei macrofagi nell’osteointegrazione.
Ma non è solo questione di titanio
Ecco dove la storia si fa interessante, e dove tu entri in gioco.
Per la durata degli impianti, è fondamentale l’asse sistema paziente-impianto-mantenimento. I fattori di rischio sono noti: il fumo, la scarsa igiene orale, la parodontite non trattata, il diabete fuori controllo (Kupka et al., 2024).
Nell’ambito della parodontite non trattata, è di fondamentale importanza capire come un trattamento implantare in un paziente che non è stato prima messo in sicurezza dal punto di vista parodontale, aumenta di molto il rischio di fallimento. E ciò è particolarmente vero quando si fanno trattamenti con estrazioni totali (Tomina et al., 2023).
Il fumo è un nemico subdolo. Windael ha dimostrato che i fumatori perdono più impianti, soprattutto nel mascellare superiore (Windael et al., 2020). Se fumi, il rischio aumenta.
La peri-implantite, l’infiammazione che aggredisce i tessuti intorno all’impianto, colpisce l’1-2% dei casi a dieci anni (Albrektsson et al., 2017). Dopo l’intervento, evita di sparire pensando che l’impianto sia eterno e autosufficiente.
Non lo è.
Il segreto

La vera differenza tra un impianto che dura trent’anni e uno che fallisce dopo dieci non sta nella marca, escludendo alcuni impianti che soffrono di problemi tecnici in produzione.
Le variabili più importanti sono:
- la capacità tecnica del chirurgo, perché un impianto mal posizionato crea problemi nel tempo
- la bontà del trattamento protesico (i denti che si montano sugli impianti)
- Il mantenimento nel tempo
Il mantenimento professionale regolare, i controlli periodici, la gestione attenta delle tue condizioni sistemiche come i livelli di vitamina D3: questo è il terreno su cui si gioca la partita a lungo termine (Kupka et al., 2024; Albrektsson et al., 2017).
Una nota finale importante
Le complicazioni più frequenti sugli impianti non sono legate all’impianto stesso (volgarmente “rigetto”), ma ai denti protesici.
È questo è particolarmente vero per le protesi che coinvolgono tutta l’arcata dentaria.
Una ricostruzione su impianti singola o settoriale avrà sempre meno problemi, statisticamente.
Se hai dubbi sulla durata dei tuoi impianti o non fai controlli da tempo, parlane con il tuo dentista. Se preferisci un consulto con me, trovi i contatti del mio studio in fondo a questa pagina.
Domande frequenti
Quanto dura un impianto dentale in media?
La letteratura scientifica indica una sopravvivenza media del 94% a dieci anni e tra il 78% e il 92% a vent’anni. Sono numeri solidi, basati su migliaia di casi documentati. Con un buon mantenimento, molti impianti superano abbondantemente i due decenni di funzione.
Posso fare un impianto se fumo?
Sì, ma il rischio di fallimento aumenta, soprattutto nel mascellare superiore. Il fumo non rappresenta una controindicazione assoluta, tuttavia è importante esserne consapevoli e discuterne apertamente con il chirurgo. Ridurre o smettere di fumare migliora sensibilmente la prognosi.
Ogni quanto devo fare i controlli dopo un impianto?
Il primo anno richiede controlli più frequenti, generalmente ogni tre o quattro mesi. Successivamente, una o due visite annuali sono sufficienti per la maggior parte dei pazienti. Chi ha fattori di rischio come diabete o storia di parodontite potrebbe necessitare di un monitoraggio più stretto.
Cosa succede se un impianto fallisce?
Il fallimento implantare è raro ma possibile. Quando accade, l’impianto viene rimosso con una procedura semplice e generalmente poco invasiva. Nella maggior parte dei casi è possibile inserire un nuovo impianto dopo un periodo di guarigione, con ottime probabilità di successo.
Gli impianti dentali possono durare tutta la vita?
Alcuni impianti durano effettivamente decenni, ben oltre i vent’anni documentati dalla ricerca. Tuttavia, nessun professionista serio può garantire una durata illimitata. La longevità dipende dalla qualità dell’intervento, dalla risposta biologica individuale e soprattutto dalla costanza nel mantenimento.
Fonti scientifiche citate:
Kupka J, König J, Al-Nawas B, Sagheb K, Schiegnitz E. How far can we go? A 20-year meta-analysis of dental implant survival rates. Clinical Oral Investigations. 2024;28. DOI
Del Fabbro M, Testori T, Keković V, Goker F, Tumedei M, Wang H. A Systematic Review of Survival Rates of Osseointegrated Implants in Fully and Partially Edentulous Patients Following Immediate Loading. Journal of Clinical Medicine. 2019;8. DOI
Windael S, Vervaeke S, De Buyser S, De Bruyn H, Collaert B. The Long-Term Effect of Smoking on 10 Years’ Survival and Success of Dental Implants. Journal of Clinical Medicine. 2020;9. DOI
Albrektsson T, Chrcanovic B, Östman P, Sennerby L. Initial and long-term crestal bone responses to modern dental implants. Periodontology 2000. 2017;73:41-50. DOI
Tomina D, Petruțiu Ș, Crișan B, Leucuța D, Dinu C. Influence of Periodontal Status and Prosthetic Treatment on Survival and Success Rates in Implant Therapy. Journal of Clinical Medicine. 2023;12. DOI
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