Chirurgia Orale EN: Hemostasis in Oral Surgery

Emostasi in Chirurgia Orale

Definizione

L’emostasi in chirurgia orale comprende tutte le strategie — meccaniche, chimiche e biologiche — per prevenire e controllare il sanguinamento nel campo operatorio. Un campo asciutto non è un lusso: è la condizione per vedere cosa si sta facendo.

Tecniche meccaniche

Compressione diretta con garza. Sutura dei vasi sanguinanti. Schiacciamento dell’osso con strumenti smussi per chiudere i canali nutrizi. Elettrocauterizzazione monopolare o bipolare per i vasi di piccolo calibro. La cera d’osso — ancora usata da qualcuno — sigilla i canali ossei ma interferisce con la rigenerazione e andrebbe evitata nei siti implantari.

Agenti emostatici locali

Spugne di gelatina riassorbibile (Gelfoam), cellulosa ossidata rigenerata (Surgicel), collagene microfibillare, trombina topica. Nei pazienti in terapia anticoagulante o antiaggregante, l’acido tranexamico in collutorio o applicato localmente è un presidio efficace e ben documentato.

Concentrati piastrinici

Il PRF (Platelet-Rich Fibrin) — membrana autologo ottenuta dalla centrifugazione del sangue del paziente — ha proprietà emostatiche intrinseche oltre che rigenerative. Posizionato nell’alveolo o nel sito chirurgico, promuove la formazione del coagulo stabile e riduce il sanguinamento postoperatorio.

Gestione del paziente anticoagulato

La tendenza attuale è non sospendere la terapia anticoagulante o antiaggregante per le procedure di chirurgia orale di routine. Il rischio tromboembolico della sospensione supera il rischio emorragico della procedura. Emostasi locale accurata e acido tranexamico sono sufficienti nella maggior parte dei casi.

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