Split Crest ERE: 98.1% Successo ma “non funziona”

Dr. Ernesto Bruschi · · 13 min di lettura
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“La split crest? Quella roba vecchia non funziona.”

L’ho sentito dire centinaia di volte. A congressi. In corsi. Nelle chat tra colleghi.

E ogni volta mi chiedo: l’hanno mai provata davvero?

Perché vedi, c’è qualcosa di strano in questa storia. Una tecnica con il 98.1% di sopravvivenza implantare. Validata su 1.400 impianti. Pubblicata in meta-analisi. Che riduce costi, tempi e materiali.

Eppure molti colleghi dicono che non funziona.

Strano, vero?

Oggi ti mostro perché le critiche alla split crest (o [ERE - Edentulous Ridge Expansion](https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/10635173/#:~:text=The%20edentulous%20ridge%20expansion%20(ERE,insufficient%20for%20traditional%20implant%20surgery.), come la chiamiamo noi) non hanno nulla a che fare con la scienza. E tutto a che fare con interessi economici, paura del cambiamento e mentalità da carpentiere.

Sommario Rapido | Quick Summary

Italiano

Argomento: Perché la split crest (espansione crestale ERE) funziona ma molti dicono il contrario

Tesi Centrale: Le critiche nascondono interessi economici, resistenza al cambiamento e conflitti d’interesse

Evidenze: Meta-analisi su 1.400 impianti, 98.1% sopravvivenza, studi recenti

Tempo di Lettura: 10-12 minuti

English

Topic: Why split crest (ridge expansion ERE) works but many say otherwise

Key Points: Criticisms hide economic interests, resistance to change, and conflicts of interest

Evidence: Meta-analysis on 1,400 implants, 98.1% survival rate, recent studies

Reading Time: 10-12 minutes


La Scena del Crimine

Immagina questa scena.

Sei a un congresso. Un relatore mostra casi di espansione ossea. Risultati eccellenti. Follow-up di anni.

E senti quella risatina. Dall’ultima fila.

Ti giri. Un collega che conosci. Braccia conserte. Sorriso sarcastico.

“La split crest? Quella vecchia tecnica? Non funziona.”

Gli chiedi: “L’hai mai provata?”

Silenzio imbarazzato.

Poi: “Non serve provarla. Lo sanno tutti che non funziona.”

Questa è l’odontoiatria moderna. Opinioni travestite da scienza. Dogmi mascherati da esperienza. Interessi economici nascosti dietro “best practice”.

E questa è una storia vera, capitata non a me personalmente, ma ad un caro amico con il quale condividiamo la passione per questa tecnica.

E intanto i dati ci dicono che…

I Numeri Non Mentono (Le Persone Sì)

Parliamo di fatti.

La meta-analisi di Lin et al. (2023): 25 studi, tredici anni di ricerca, 1.400 impianti analizzati. Ne ho parlato approfonditamente in questo articolo dedicato alla meta-analisi.

I risultati?

La sopravvivenza implantare raggiunge il 98.1% con intervallo di confidenza al 95% tra 96.9% e 98.9%. Il guadagno osseo medio ottenuto con le tecniche di espansione crestale si attesta a 3.3mm, con un range che va da 1.6mm a 5.3mm a seconda dei casi. Le complicanze risultano gestibili quando si applica la tecnica appropriata.

Ma aspetta, c’è di più.

López-Valverde et al. (2025) confermano in una revisione sistematica con meta-analisi: le tecniche di espansione aumentano significativamente densità ossea, espansione crestale e stabilità implantare.

Crespi et al. (2023) dimostrano che la split crest (qui combinata addirittura con rialzo crestale) aumenta volume e larghezza ossea più del sinus lift transcrestale. Studio retrospettivo a tre anni. Dati radiografici e clinici incontrovertibili.

98.1% di sopravvivenza.

Ripetilo ad alta voce: novantotto virgola uno percento.

E ancora ci sono colleghi che dicono “non funziona”.

Come è possibile?

Le Cinque Bugie Che Ti Raccontano

Ogni tecnica ha critici. Ma quando le critiche ignorano i dati, devi chiederti: cui prodest? A chi giova?

Ecco le cinque scuse più comuni. E la verità dietro ognuna.

Bugia #1: “Si Frattura Sempre”

Cosa dicono: “La corticale buccale si frattura nel 30% dei casi. Troppo rischioso.”

La verità: Sì, se usi scalpelli e martelli del 1980. Se forzi come un carpentiere. Se denudi l’osso invece di mantenere il connettivo sovraperiosteale con un lembo a spessore parziale.

Con i dischi diamantati moderni le fratture sono rare. E quando accadono? Viti da osteosintesi e prosegui.

E se si frattura la base dell’osteotomia? In ogni momento puoi usare l’espansione già ottenuta per passare a una rigenerazione, quella che avresti dovuto fare comunque se non avessi fatto una split. Semplicemente, cerca di individuare i casi limite per avvisare prima il paziente.

Ho fatto centinaia di espansioni. Fratture? Pochissime. Mai catastrofiche.

Il problema non è la tecnica. È chi la fa con testa e strumenti sbagliati.

Bugia #2: “Serve Osso Perfetto”

Cosa dicono: “Funziona solo con osso D3-D4. Solo spessore >4mm. Solo mascellare anteriore.”

La verità: Le linee guida BDIZ EDI dicono che l’atrofia H3 controindica l’espansione.

Io ho casi H3. Osso A1 mandibolare. Spessori borderline.

Risultati eccellenti. Follow-up di anni.

Francesco: atrofia H3, espansione completa. Sette anni dopo, impianti perfetti. Zero complicanze.

Le linee guida proteggono chi non sa fare. Non limitano chi sa.

I limiti esistono ma sono diminuiti:

L’osso A1 mandibolare è difficile ma fattibile con spugnosa centrale. La rigenerazione verticale funziona bene per casi lievi come la classificazione V1 secondo BDIZ EDI. Le creste a clessidra no, la cresta deve allargarsi progressivamente.

In questi casi limite? GBR. Perché no? Dico solo: usala meno. Usa l’espansione in alcuni casi dove prima facevi rigenerazione. È più veloce, meno invasiva, meno impattante.

Bugia #3: “Guadagno Insufficiente”

Cosa dicono: “La GBR ottiene un aumento maggiore.”

La verità: Vero. Se guardi solo l’osso. Se ignori i tessuti molli. Se dimentichi la tridimensionalità.

L’espansione osteo-mucosa aumenta tutto. Osso. Mucosa cheratinizzata. Volume totale. Naturale.

Guarda le foto di Francesco prima e dopo. Sembrano due persone diverse. Senza un grammo di innesto.

Ti dicono che servono 1,5-2mm di osso su ogni lato dell’impianto. Che non li ottieni con l’espansione.

A parte il fatto che li puoi eccome ottenere se la tecnica è giusta, ma sei sicuro che servano davvero? I nostri casi guariscono. Anche con struttura sottile in cresta.

Come mai? Perché la biologia è più complessa dei loro schemi mentali.

Bugia #4: “Troppo Operatore-Dependente”

Cosa dicono: “Funziona solo in mani esperte. Non è riproducibile.”

La verità: Ovvio. Come tutto in chirurgia.

Anche la GBR è operator-dependent. Anche i bone block. Anche gli impianti zigomatici.

La differenza?

Con la split crest guadagni solo sugli impianti. Non su membrane e biomateriali. Pochi produttori finanziano corsi. Anche se ora sta cambiando grazie a Kalodon.

Bugia #5: “Mancano Dati a Lungo Termine”

Cosa dicono: “Follow-up troppo brevi. Serve il dato a 20 anni.”

La verità: I follow-up sono a 30-40 anni. Sono tecniche facevano già mio padre e Scipioni negli anni ‘80, e, in modo diverso, anche altri prima di loro.

Gli strumenti erano diversi. I principi biologici no.

E le revisioni sistematiche recenti confermano: sia l’espansione che il rialzo crestale funzionano. La scelta dipende dall’anatomia. Non dall’ideologia.

Il Vero Problema

Ora ti svelo il segreto che nessuno dice ad alta voce.

Il problema può essere in parte tecnico, in parte legato alle abitudine, ma è soprattutto economico.

Conosco tanti bravissimi colleghi che fanno, onestamente, la GBR piuttosto che l’espansione e che riconoscono la validità anche della nostra tecnica.

Ma non sono tutti così.

L’Industria Che Tace

I biomateriali muovono miliardi. Membrane. Osso bovino. Sintetico. Barriere. Viti. Pins.

Se la split crest si diffonde, questi prodotti servono meno o affatto.

Vendite in calo. Profitti in calo.

L’industria finanzia opinion leader. Sponsorizza ricerche sulla GBR. Paga relatori. Addirittura, controlla l’educazione universitaria.

Non è complottismo (per una volta non c’entra la NASA e la terrapiatta). È capitalismo.

Pensa a questo: quanti corsi sulla GBR vedi ogni mese? E quanti sulla split crest?

Caso? O strategia?

L’Ego Che Protegge

C’è anche un problema di ego.

Molti hanno costruito carriere sulla GBR. Scritto libri. Tenuto corsi. Diventati opinion leader.

Ammettere che una tecnica più semplice funziona ugualmente bene in molti dei casi trattati con rigenerazione?

Significa ammettere di aver complicato inutilmente per anni.

L’ego non lo permette.

E poi c’è l’ego mio e di quelli (pochi) come me. Siamo pieni anche noi. Non siamo santi.

È tutta colpa dell’ES.

La Paura Che Blocca

E poi c’è la paura.

Paura di provare. Paura di fallire. Paura del nuovo. Paura di uscire dalla comfort zone.

È umano. È comprensibile.

Ma non è scientifico.

La verità è che la curva di appredimento si è appiattita.

Curve di apprendimento split crest ERE: confronto tra tecniche tradizionali con scalpelli e strumenti moderni con dischi diamantati per espansione crestale

La curva di apprendimento è meno ripida con gli strumenti moderni

Cosa Serve Davvero Per Cambiare

1. Onestà Intellettuale

Prima cosa: ammettere che la split crest funziona.

I dati ci sono. La letteratura è chiara. 98.1% non è opinabile.

Ma per chi vuole iniziare questo percorso, è necessario prima credere che possa funzionare.

Poi discutiamo: quando? Come? Con quali limiti? Quale training?

Ma partiamo dai fatti.

2. Strumenti Adeguati

Gli scalpelli del 1980 non bastano più.

Servono dischi diamantati, frese dedicate, espansori moderni.

Hashem et al. (2023) confrontano osteotomi, Densah burs e piezochirurgia nel crestal sinus lift. Risultato? Tutte efficaci. Le frese Densah funzionano egregiamente, sfruttando gli stessi principi biologici.

Con gli strumenti giusti anche l’osso A1 (simile al D1 della classificazione classica) si espande. Anche le atrofie H3 si risolvono.

Ma questo non si insegna. Perché pochi produttori sono interessati a questi strumenti.

3. Pensiero Critico

Smetti di ripetere a pappagallo quello che dice l’opinion leader di turno.

Sicuramente è bravissimo, ma come tutti (anche noi) ti farà vedere quello che sa fare lui, non tutte le possibilità di terapia per quel tipo di caso.

Senza idee proprie non sei nessuno. Sei la fotocopia sbiadita di un altro.

Devi sviluppare la tua opinione, consapevole.

L’appiattimento intellettuale odierno è un massacro. In tutti i campi.

Ma tu puoi essere diverso, se vuoi.

I Miei Dati (Perché i Fatti Contano)

Database personale. Anni di casi. Centinaia di espansioni.

Mascellare: funziona. Mandibola: funziona. Osso A1: funziona. Atrofie H3: funzionano.

Complicanze? Rare. Gestibili. Nessun fallimento catastrofico.

Follow-up di anni. Impianti stabili. Osso stabile. Pazienti soddisfatti.

Vuoi saperne di più sul metodo Bonebenders e come applichiamo questi principi? Fatti. Non opinioni.

La Biologia Che Cambia Tutto

Ora sappiamo che il problema non è l’epitelio, come si temeva negli anni ‘80.

Il vero problema potrebbero essere i miofibroblasti che competono con gli osteoprogenitori per la superficie implantare.

Ma i fibroblasti sono un problema in ogni tecnica. Dove c’è un impianto arrivano cellule del sangue, cellule dell’immunità innata, fibroblasti e osteoprogenitori. È un meccanismo articolato e complesso.

E allora perché contrastare una tecnica che offre numerosi vantaggi? È un problema di attitudine. Non di biologia.

La guarigione per seconda intenzione che sfruttiamo nell’espansione osteo-mucosa è un processo biologico naturale e predicibile.

La Verità Scomoda

Eccola la verità che disturba:

La split crest (ERE per noi) funziona troppo bene. Costa troppo poco. È troppo semplice.

Per questo disturba.

Disturba chi ha investito milioni nella produzione di biomateriali. Disturba chi ha costruito carriere sulla GBR. Disturba chi preferisce la complessità al risultato.

Ma sai cosa?

I pazienti se ne fregano delle tue ragioni economiche.

Vogliono denti. Vogliono funzione. Vogliono spendere meno. Vogliono guarire prima.

E la split crest dà tutto questo, nei casi giusti.

Se sei un paziente e stai cercando uno studio che applichi queste tecniche avanzate con esperienza trentennale, contatta il nostro centro Denti+ a Frosinone.

Conclusione: Chi Dice “Non Funziona” Ha Sempre Un Motivo

Ho imparato una cosa in decenni di pratica:

Chi dice “non funziona” senza aver mai provato ha sempre un motivo nascosto.

Economico. Accademico. Ego. Paura del nuovo.

Mai scientifico.

I numeri sono chiari. 1.400 impianti. 98.1% sopravvivenza. Meta-analisi.

Se ancora dici “non funziona”, il problema non è la tecnica.

Il problema sei tu.


Domande Scomode (E Risposte Oneste)

D: Perché la split crest non si insegna nelle università? R: Perché non genera profitto per l’industria che finanzia i programmi educativi. Segui i soldi.

D: Ma i professori non dovrebbero insegnare la tecnica migliore? R: Dovrebbero. Ma spesso insegnano quella che paga di più.

D: Come posso imparare la tecnica? R: Cerca chi la fa. Non chi ne parla. Non chi la critica. Chi la fa. Guarda i risultati, non i titoli.

D: Quali sono i veri limiti della split crest? R: Spessore minimo biologico (variabile), densità estrema senza strumenti adeguati, anatomia sfavorevole (creste a clessidra). Limiti superabili con tecnica e strumenti giusti.

D: È vero che tu vendi corsi su questo? R: Sì. Vendo competenza acquisita in decenni. Loro vendono illusioni supportate dall’industria. Tu scegli cosa comprare.


Cosa Fai Adesso?

Hai tre opzioni:

1. Continua come prima. Ripeti le opinioni altrui. Fai GBR perché “si è sempre fatto così”. Ignora i dati. È la strada più facile.

2. Approfondisci. Leggi gli studi. Guarda i casi. Fai domande. Magari scopri che avevi torto. O forse confermi i tuoi dubbi. Ma almeno decidi con la tua testa.

3. Prova. Inizia con casi semplici. Impara la tecnica. Usa gli strumenti giusti. Documenta i risultati. Diventa parte del cambiamento.

La scelta è tua.

Ma ricorda: ogni giorno che passa senza cambiare è un giorno perso per i tuoi pazienti.


Nota finale: Questo articolo infastidirà molti. Bene.

Se vuoi discutere, porta dati. Non opinioni. Non risatine. Dati.

Altrimenti continua con la tua GBR. I miei pazienti stanno bene lo stesso.


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Hai domande scomode? Scrivimi. Mi piacciono le domande difficili.

Vuoi imparare davvero? Smetti di leggere. Inizia a fare. La teoria senza pratica è solo intrattenimento.


Bibliografia Completa

López-Valverde N, López-Valverde A, Blanco J. (2025). Effectiveness of bone expansion, compacting and densification in narrow alveolar crests: a systematic review and a meta-analysis. Frontiers in Bioengineering and Biotechnology, 13. https://doi.org/10.3389/fbioe.2025.1630495

Crespi R, Toti P, Covani U, Crespi G, Brevi B, Menchini-Fabris G. (2023). Clinical and radiographic evaluation of transalveolar two-step osteotome-mediated sinus floor elevation versus sinus augmentation with displacement of the palatal wall in lateral direction coupled to alveolar ridge split technique: a 3-year retrospective study. Journal of Stomatology, Oral and Maxillofacial Surgery, 101500. https://doi.org/10.1016/j.jormas.2023.101500

Hashem A, Khedr M, Hosny M, El-Destawy M, Hashem M. (2023). Effect of Different Crestal Sinus Lift Techniques for Implant Placement in the Posterior Maxilla of Deficient Height: A Randomized Clinical Trial. Applied Sciences, 13(11), 6668. https://doi.org/10.3390/app13116668

Al-Noori N, Makawi F. (2022). Techniques and Graft Materials Used in Maxillary Sinus Lift Procedure for Dental Implant Placement. European Journal of Dental and Oral Health, 3(4). https://doi.org/10.24018/ejdent.2022.3.4.198

Lin GH, Chan HL, Wang HL. (2023). The Significance of Keratinized Mucosa on Implant Health: A Systematic Review. Journal of Periodontology.

Scipioni A, Bruschi GB, Calesini G. (1994). The edentulous ridge expansion technique: a five-year study. International Journal of Periodontics and Restorative Dentistry, 14(5), 451-459. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/10635173/

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